Intimi pensieri
Il progresso culturale dell’Africa? Interessante, ma di che cosa si tratta? Leggiamo e parliamo spesso, invece, del progresso politico, sanitario, religioso del continente da “salvare”. Sì, perché l’Africa deve essere aiutata, soccorsa, indirizzata verso un futuro di sviluppo e cooperazione.
L’Africa: una terra abitata da popoli invisibili a cui si concede il diritto di apparire esclusivamente nelle pagine di cronaca più tragiche e drammatiche. Strana sorte la Sua: esiste solo quando dobbiamo ricordarci che ci siamo dimenticati di Lei. Dovremmo chiederci, invece, se le cose più importanti non siano quelle che appaiono meno evidenti. Io ho scelto di lasciare agli addetti ai lavori - politicanti, professionisti della cooperazione, salvatori di anime o africanologi à la page - il merito di occupare la grande ribalta massmediologica. Quella, insomma, che ha bisogno di rituali macrosoluzioni ad altrettante fotogeniche emergenze per riempirsi la pancia. A riflettori spenti si anima la mia Africa, quella degli amici Africani, delle loro idee e contraddizioni, degli incontri non ufficiali, degli sviluppi a grandezza d'uomo.
Parlando con artisti, artigiani, taxisti, venditori di anans, ... mi sono ritrovata spesso ad affrontare conversazioni sulla dignità culturale, sul rispetto e la preservazione della tradizione, sulla tutela del patrimonio storico, artistico e umano. Il ministro della cultura del Senegal mi raccontava della giornata dedicata al patrimonio, un’occasione per ritornare a riflettere sulla ricchezza artigiana e popolare del suo Paese; il musicista maliano Habib Koité del timore che una gioventù, affascinata dalla scelta di abbandonare la propria terra per andare a cercare fortuna in Europa, possa un giorno ritornare nel suo Paese e, perse le radici culturali, non riconoscerlo più come casa sua; il guardiano di un’antica casbah nel sud marocchino dei saccheggi e del traffico clandestino delle opere d’arte africane.
Mi chiedo qualche volta se ricercare e promuovere le espressioni culturali africane contemporanee non sia irriverente rispetto alle tragiche realtà che consumano ogni giorno la vita di centinaia di migliaia di esseri umani. Mi risponde Nelson Mandela: “La qualità della nostra libertà futura dipenderà dagli stimoli critici e creativi che sapranno produrre scrittori, artisti, intellettuali; così come la conquista della libertà attuale è stata conseguita con il loro contributo”.
Michela Manservisi
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